L’ALIMENTAZIONE E L’IDRATAZIONE ARTIFICIALI

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CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE


RISPOSTE A QUESITI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE STATUNITENSE
CIRCA L’ALIMENTAZIONE E L’IDRATAZIONE ARTIFICIALI
14.09.2007


Primo quesito: È moralmente obbligatoria la somministrazione di cibo e acqua (per vie naturali oppure artificiali) al paziente in “stato vegetativo”, a meno che questi alimenti non possano essere assimilati dal corpo del paziente oppure non gli possano essere somministrati senza causare un rilevante disagio fisico?

Risposta: Sì. La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali, è in linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di conservazione della vita. Essa è quindi obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente. In tal modo si evitano le sofferenze e la morte dovute all’inanizione e alla disidratazione.

Secondo quesito: Se il nutrimento e l’idratazione vengono forniti per vie artificiali a un paziente in “stato vegetativo permanente”, possono essere interrotti quando medici competenti giudicano con certezza morale che il paziente non recupererà mai la coscienza?


Risposta: No. Un paziente in “stato vegetativo permanente” è una persona, con la sua dignità umana fondamentale, alla quale sono perciò dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali.


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Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato le presenti Risposte, decise nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.


Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 1° agosto 2007.


 


William Cardinale Levada
Prefetto


 Angelo Amato, S.D.B.
Arcivescovo tit. di Sila
Segretario


[01268-01.01] [Testo originale: Latino]