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2876835 pagine viste dal March 2004 | Ultime News La CDF dopo il 2005: NORMAE DE GRAVIORIBUS DELICTIS Scritto da admin il 30/07/10 ![]() NORMAE DE GRAVIORIBUS DELICTIS
Parte Prima Art. 1 § 1. La Congregazione per la Dottrina della Fede, a norma dell’art. 52 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus, giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi contro i costumi o nella celebrazione dei sacramenti e, se del caso, procede a dichiarare o irrogare le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune sia proprio, fatta salva la competenza della Penitenzieria Apostolica e ferma restando la Agendi ratio in doctrinarum examine. § 2. Nei delitti di cui al § 1, per mandato del Romano Pontefice, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha il diritto di giudicare i Padri Cardinali, i Patriarchi, i Legati della Sede Apostolica, i Vescovi, nonché le altre persone fisiche di cui al can. 1405 § 3 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1061 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. § 3. La Congregazione per la Dottrina della Fede giudica i delitti riservati di cui al § 1 a norma degli articoli seguenti.
NORME SOSTANZIALI [ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: Breve relazione circa le modifiche introdotte nelle Normae de gravioribus delict Scritto da admin il 24/07/10 ![]() CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE:
Nel nuovo testo delle Normae de gravioribus delictis, così come modificato a seguito della decisione del Romano Pontefice Benedetto XVI del 21 maggio 2010, sono presenti vari emendamenti sia nella parte concernente le norme sostanziali, sia in quella afferente le norme processuali.
Le modifiche introdotte nel testo normativo sono le seguenti: [ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: Introduzione storica al Motu Proprio "SACRAMENTORUM SANCTITATIS TUTELA" Scritto da admin il 17/07/10 ![]() INTRODUZIONE STORICA ALLE NORME DEL MOTU PROPRIO
[ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: Norme per la Cost. Ap. ANGLICANORUM COETIBUS Scritto da admin il 14/11/09 ![]() CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE NORME COMPLEMENTARI ALLA COSTITUZIONE APOSTOLICA ANGLICANORUM COETIBUS
[ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: Prefazione al secondo volume dei miei scritti Scritto da admin il 19/09/09 ![]() Prefazione al secondo volume dei miei scritti
[ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] 1987: Card. Ratzinger: Ecco perchè non bisogna rassegnarsi all'aborto Scritto da admin il 24/07/09 Tratto da Avvenire del 9 maggio 2008Trent’anni fa, il 6 giugno 1978, entrò in vigore la legge 194. Pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 22 maggio, cominciò ad essere applicata dopo il rituale periodo di “vacatio legis”: 15 giorni dopo. Ci separano da quella data cinque milioni di aborti timbrati dallo Stato ed eseguiti nella forma del servizio sociale. Sono stati anche trent’anni di discussione sulla legge. Quanto meno il “popolo della vita” ha impedito che il capitolo fosse chiuso. È valsa e vale la pena? Questa domanda la pose Benedetto XVI, allora cardinale Ratzinger, il 19 dicembre 1987, concludendo un convegno su “Il diritto alla vita e l’Europa”. Oggi quando la discussione sulla Legge 194 è diventata più vivace, la rilettura di quel discorso è particolarmente opportuna. Nell’impossibilità di riportare l’intero testo, ne riprendiamo soltanto qualche brano. [ Leggi Tutto | 1987 ] La CDF dopo il 2005: Chiarificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede sull'aborto procu Scritto da admin il 18/07/09 ![]() Chiarificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede sull'aborto procurato
Pubblichiamo la chiarificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, riportata dal quotidiano della Santa Sede "L'Osservatore Romano" nella sua edizione dell'11 luglio, sull'articolo pubblicato dallo stesso quotidiano dall'Arcivescovo Rino Fisichella sulla bambina brasiliana sottoposta ad aborto dei due gemelli che aspettava. [ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: Continua la Quaresima della Chiesa Scritto da admin il 14/03/09 ![]() Parlando in Africa, S. S. Benedetto XVI ha detto: “non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari... non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema”. E questa volta tutta l’Europa si è scatenata contro il Papa e, purtroppo, anche un vescovo: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=111151: vi invitiamo di nuovo a pregare e offrire fioretti alla Vergine perché la Chiesa torni all’obbedienza al Papa. Trovate due brevi articoli che danno ragione al Papa qui: http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=194 e qui : http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1609 Vi invitiamo a manifestare il vostro sostegno al Santo padre aderendo al gruppo http://www.facebook.com/pages/Ratzingerit-Amici-di-Joseph-Ratzinger/50194533734 dove già sono state lasciate oltre 100 testimonianze e sul quale vengono indirizzati ca. 300 massmedia. [ | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: ISTRUZIONE DIGNITAS PERSONAE 2/ Scritto da admin il 20/12/08 ![]() TERZA PARTE: NUOVE PROPOSTE TERAPEUTICHE
24. Le conoscenze acquisite negli ultimi anni hanno aperto nuove prospettive per la medicina rigenerativa e per la terapia delle malattie su base genetica. In particolare ha suscitato un grande interesse la ricerca sulle cellule staminali embrionali e sulle possibili applicazioni terapeutiche future, che tuttavia fino ad oggi non hanno trovato riscontro sul piano dei risultati effettivi, a differenza della ricerca sulle cellule staminali adulte. Dal momento che alcuni hanno ritenuto che i traguardi terapeutici eventualmente raggiungibili mediante le cellule staminali embrionali potevano giustificare diverse forme di manipolazione e di distruzione di embrioni umani, è emerso un insieme di questioni nell’ambito della terapia genica, della clonazione e dell’utilizzo di cellule staminali, sulle quali è necessario un attento discernimento morale. La terapia genica 25. Con il termine terapia genica si intende comunemente l’applicazione all’uomo delle tecniche di ingegneria genetica con una finalità terapeutica, vale a dire, con lo scopo di curare malattie su base genetica, anche se recentemente si sta tentando di applicare la terapia genica al trattamento di malattie non ereditarie, ed in particolare al trattamento del cancro. In teoria, è possibile applicare la terapia genica a due livelli: nelle cellule somatiche e nelle cellule germinali. La terapia genica somatica si propone di eliminare o ridurre difetti genetici presenti a livello delle cellule somatiche, cioè delle cellule non riproduttive, che compongono i tessuti e gli organi del corpo. Si tratta, in questo caso, di interventi mirati a determinati distretti cellulari, con effetti confinati nel singolo individuo. La terapia genica germinale mira invece a correggere difetti genetici presenti in cellule della linea germinale, al fine di trasmettere gli effetti terapeutici ottenuti sul soggetto all’eventuale discendenza del medesimo. Tali interventi di terapia genica, sia somatica che germinale, possono essere effettuati sul feto prima della nascita – si parla allora di terapia genica in utero – o dopo la nascita, sul bambino o sull’adulto. 26. Per la valutazione morale occorre tener presenti queste distinzioni. Gli interventi sulle cellule somatiche con finalità strettamente terapeutica sono in linea di principio moralmente leciti. Tali interventi intendono ripristinare la normale configurazione genetica del soggetto oppure contrastare i danni derivanti da anomalie genetiche presenti o da altre patologie correlate. Dato che la terapia genica può comportare rischi significativi per il paziente, bisogna osservare il principio deontologico generale secondo cui, per attuare un intervento terapeutico, è necessario assicurare previamente che il soggetto trattato non sia esposto a rischi per la sua salute o per l’integrità fisica, che siano eccessivi o sproporzionati rispetto alla gravità della patologia che si vuole curare. È anche richiesto il consenso informato del paziente o di un suo legittimo rappresentante. Diversa è la valutazione morale della terapia genica germinale. Qualunque modifica genetica apportata alle cellule germinali di un soggetto sarebbe trasmessa alla sua eventuale discendenza. Poiché i rischi legati ad ogni manipolazione genetica sono significativi e ancora poco controllabili, allo stato attuale della ricerca non è moralmente ammissibile agire in modo che i potenziali danni derivanti si diffondano nella progenie. Nell’ipotesi dell’applicazione della terapia genica sull’embrione, poi, occorre aggiungere che essa necessita di essere attuata in un contesto tecnico di fecondazione in vitro, andando incontro quindi a tutte le obiezioni etiche relative a tali procedure. Per queste ragioni, quindi, si deve affermare che, allo stato attuale, la terapia genica germinale, in tutte le sue forme, è moralmente illecita. 27. Una considerazione specifica merita l’ipotesi di finalità applicative dell’ingegneria genetica diverse da quella terapeutica. Taluni hanno immaginato la possibilità di utilizzare le tecniche di ingegneria genetica per realizzare manipolazioni con presunti fini di miglioramento e potenziamento della dotazione genetica. In alcune di queste proposte si manifesta una sorta di insoddisfazione o persino di rifiuto del valore dell’essere umano come creatura e persona finita. A parte le difficoltà tecniche di realizzazione, con tutti i rischi reali e potenziali connessi, emerge soprattutto il fatto che tali manipolazioni favoriscono una mentalità eugenetica e introducono un indiretto stigma sociale nei confronti di coloro che non possiedono particolari doti e enfatizzano doti apprezzate da determinate culture e società, che non costituiscono di per sé lo specifico umano. Ciò contrasterebbe con la verità fondamentale dell’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, che si traduce nel principio di giustizia, la cui violazione, alla lunga, finirebbe per attentare alla convivenza pacifica tra gli individui. Inoltre, ci si chiede chi potrebbe stabilire quali modifiche siano da ritenersi positive e quali no, o quali dovrebbero essere i limiti delle richieste individuali di presunto miglioramento, dal momento che non sarebbe materialmente possibile esaudire i desideri di ciascun singolo uomo. Ogni possibile risposta a questi interrogativi deriverebbe comunque da criteri arbitrari ed opinabili. Tutto ciò porta a concludere che una tale prospettiva d’intervento finirebbe, prima o poi, per nuocere al bene comune, favorendo il prevalere della volontà di alcuni sulla libertà degli altri. Si deve rilevare infine che nel tentativo di creare un nuovo tipo di uomo si ravvisa una dimensione ideologica, secondo cui l’uomo pretende di sostituirsi al Creatore. Nell’affermare la negatività etica di questo tipo di interventi, che implicano un ingiusto dominio dell’uomo sull’uomo, la Chiesa richiama anche la necessità di tornare ad una prospettiva di cura delle persone e di educazione all’accoglienza della vita umana nella sua concreta finitezza storica. [ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] La CDF dopo il 2005: ISTRUZIONE DIGNITAS PERSONAE 1/2 Scritto da admin il 20/12/08 ![]() CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE ISTRUZIONE DIGNITAS PERSONAE SU ALCUNE QUESTIONI DI BIOETICA
INTRODUZIONE
1. Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona. Questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica, che riveste un’importanza sempre maggiore nel mondo di oggi. Il Magistero della Chiesa è già intervenuto più volte, al fine di chiarire e risolvere i relativi problemi morali. Di particolare rilevanza in questa materia è stata l’Istruzione Donum vitae [1]. A vent’anni dalla sua pubblicazione è emersa nondimeno l’opportunità di apportare un aggiornamento a tale documento. [ Leggi Tutto | La CDF dopo il 2005 ] |