PRIMA CHE FOSSE SCOMUNICATO P. T. BALASURIYA

Miscellanea

LA “PROFESSIONE DI FEDE” CHE LA
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
HA CHIESTO A
P. T. BALASURIYA
PRIMA CHE FOSSE SCOMUNICATO
La scomunica inflitta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede a p. Tissa Balasuriya, il teologo della liberazione dello Sri Lanka (cfr. http://www.ratzinger.it/documenti.htm), è stata preceduta dalla richiesta, fatta nella prospettiva del dialogo e della riconciliazione, di sottoscrivere una particolare «professione di fede» redatta ad hoc per il religioso eretico e ribelle.
Purtroppo, Padre Balasuriya ha rifiutato di sottoscriverla, confermando così la correttezza dell’analisi fatta dall’organo dottrinale della Sede Apostolica.
Di seguito il testo, inviato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che il religioso ha rifiutato di firmare.

“Con fede salda io credo in tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, sia per scritto sia trasmesso nella Tradizione, che la Chiesa, sia nei solenni pronunciamenti sia nel suo Magistero ordinario e universale, stabilisce come divinamente rivelato e richiesto per fede (cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Professio Fidei).

In particolare:


Credo che con la Divina Rivelazione Dio volle manifestare e comunicare Se stesso e i decreti eterni della Sua volontà riguardo alla salvezza del genere umano (cfr. Dei Verbum 6).


Credo in Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre (cfr. Symbolum Constantinopolitanum, DS
150).


Confesso uno e lo stesso Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, lo stesso perfetto in divinità e perfetto in umanità: due nature, senza confusione o scambio, senza divisione o separazione. La distinzione tra le due nature non è stata mai abolita dalla loro unione, ma piuttosto il carattere proprio di ciascuna delle due nature è stata preservata quando esse sono diventate una sola persona (cfr. Symbolum Chalcedonense, DS 301-302).
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo: per opera dello Spirito Santo Egli nacque dalla Vergine Maria e fu fatto uomo.


Fu crocifisso per la nostra salvezza patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture; è salito al cielo e siede alla destra del Padre.


Verrà di nuovo nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo Regno non avrà fine (cfr. Symbolum Constantinopolitanum, DS 150).


Credo nella Chiesa, una, Santa, Cattolica e apostolica, edificata da Gesù Cristo sopra questa pietra, che è Pietro. Essa è il Corpo mistico di Cristo, insieme società visibile costituita di organi gerarchici e comunità spirituale (Paulus VI, Sollemnis Professio Fidei, n. 19).


Credo che la Chiesa, ora pellegrina sulla terra, è necessaria per la salvezza: solo il Cristo è il mediatore e la via della salvezza; Egli è presente in mezzo a noi nel suo corpo che è la Chiesa. Per questo non possono salvarsi coloro che, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare (cfr. Lumen Gentium 14).


lo credo come divinamente rivelato che Maria, sempre Vergine (cfr. Symbolum Apostolicum, DS 10; Symbolum Toletanum, DS 189; Concilium Constantinopolitanum II, DS 422; Concilium Lateranense IV, DS 801), è realmente la Madre di Dio (cfr. Concilium Ephesinum, DS 252).


Credo anche che dal primo momento del suo concepimento, per una singolare grazia e privilegio di Dio Onnipotente e in vista dei meriti di Gesù Cristo salvatore del genere umano, fu preservata immune dalla macchia del peccato originale (cfr. Pius IX, Ineffabilis Deus, DS 2803) e, una volta che il corso della sua vita terrena si concluse, fu assunta nella gloria del cielo in anima e corpo (cfr. Pius XII, Munificenfissimus Deus, DS 3903).


Credo che i vescovi, per divina istituzione, sono succeduti al posto degli apostoli (cfr. Lumen Gentium 20).
San Pietro e gli altri apostoli, per volere del Signore, costituiscono un unico collegio apostolico (cfr. Lumen
Gentium 22).


Credo che il successore di Pietro con l’assistenza dello Spirito Santo conserva gelosamente e spiega fedelmente la Rivelazione o il deposito della fede che fu tramandato per mezzo degli apostoli (cfr. Pastor Aeternus, DS 3070).


Credo perciò che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando agisce come pastore e maestro di tutti i Cristiani, e definisce, in virtù della Sua suprema autorità, una dottrina in tema di fede o di morale che deve essere accettata dalla Chiesa universale, possiede per mezzo della divina assistenza promessa a lui nella persona del Santo Pietro, l’infallibilità della quale il divino Redentore volle dotare la sua Chiesa nel definire la dottrina che concerne la fede o la morale. Credo che tali definizioni del Romano Pontefice siano pertanto irreformabili di per sé, e non a causa del consenso della Chiesa (cfr. Pastor Aeternus, DS 3074).


Credo che ciò che è stato trasmesso dagli apostoli è il Vangelo che Cristo ha ordinato loro di predicare a tutti gli uomini come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale (cfr. Dei Verbum 7).
Ciò comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del Popolo di Dio e all’incremento della fede (cfr. Dei Verbum 8).


Credo che le verità divinamente rivelate, contenute ed espresse nei libri delle Sacre Scritture, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo. Tutti interi i libri dell’Antico e del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, hanno Dio per autore, e come tali sono stati consegnati alla Chiesa. Riconosco, perciò, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore, la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle Sacre Scritture (cfr. Dei Verbum I 1).


Credo come divinamente rivelato che in Adamo tutti hanno peccato, il che significa che la colpa originale da lui commessa ha fatto cadere la natura umana, a tutti comune, in uno stato in cui essa porta le conseguenze di
quella colpa. E quindi è la natura umana così decaduta, spogliata della grazia che inizialmente la rivestiva, ferita nelle sue proprie forze naturali e sottomessa al dominio della morte, che viene trasmessa a tutti gli uomini; ed è in tal senso che ciascun uomo nasce nel peccato.


Credo dunque che il peccato originale viene trasmesso con la natura umana non per imitazione, ma per propagazione, e che esso è in tutti gli uomini, proprio a ciascuno; non può essere eliminato dal potere dell’umana natura.


Credo che nostro Signore Gesù Cristo mediante il sacrificio della Croce ci ha riscattati dal peccato originale e da tutti i peccati personali commessi da ciascuno di noi.


Credo e confesso un solo battesimo istituito da nostro Signore Gesù Cristo per la remissione dei peccati. Il battesimo deve essere amministrato anche ai bambini piccoli che non hanno ancora potuta rendersi colpevoli di alcun peccato (cfr. Paulus VI, Sollemnis Professio Fidei, AAS 60 (1968), n. 16-18. Cfr. Concilium Tridentinum, Decretum de peccato originali, DS 1511-1514).


Inoltre accetto e credo fermamente ognuna e tutte le cose che vengono presentate come definitive da questa stessa Chiesa riguardo alla dottrina su fede e morale (cfr. CDF Professio Fidei).


In particolare:


Riconosco che Cristo, chiamando solo uomini come suoi apostoli, non è stato guidato da motivi sociologici o culturali propri del suo tempo, ma ha invece agito in modo del tutto libero e sovrano (cfr. Johannes Paulus Il,
Ordinatio Sacerdotalis 2).


Perciò, accetto e credo fermamente che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne (Johannes Paulus Il, Ordinatio Sacerdotalis 4).


In più aderisco con religiosa sottomissione di volontà e intelletto agli insegnamenti che tanto il Romano Pontefice quanto il collegio dei vescovi enunciano quando esercitano l’autentico magistero anche se proclamano quegli insegnamenti in modo non definitivo (CDF Professio Fidei)”.

[Documento tratto dal periodico di informazione anti cattolico ADISTA]