Il professor Ratzinger spiega l’aldila’

Miscellanea

Escatologia, morte e vita eterna, il volume di Joseph Ratzin­ger apparso per la prima volta nel 1979 come contributo a una Picco­la Dogmatica Cattolica, oggi viene riproposto da Cit­tadella Editrice (pp. 300, euro 23,90) con una nuova prefazione firmata dallo stesso Benedetto XVI di cui pubblichiamo un estratto tratto da Avvenire del 22-10-2008.

 Ma il cristiano non spera solo in un «mondo migliore»
di Joseph Ratzinger

 «Il paradiso cattolico non si riduce ad alcun tipo di teologia politica, la cui realizzazione sia affidata all’uomo»
Anche la vita eterna e l’immortalità dell’anima vanno interpretati secondo la tradizione

 

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Il coraggio di un vero testimone

Miscellanea
Testo del signor Cardinale Joseph Ratzinger apparso all’inizio dell’edizione francese del libro di Mons. Klaus Gamber “La Réforme liturgique en question” (tit. orig. “Die Reform der Römischen Liturgie”), ed. Sainte-Madeleine (1992), 84330 Le Barroux, Francia. Il testo francese è stato preso dal sito dei monaci dell’Abbazia di Sainte-Madeleine di Barroux (http://www.barroux.org/docum/documpres.html). 
 

 “Il coraggio di un vero testimone”

 
Un giovane sacerdote mi diceva di recente: “Ci vorrebbe oggi un nuovo movimento liturgico”. Era l’espressione di una preoccupazione che, di questi giorni, solo degli spiriti volontariamente superficiali potrebbero allontanare. Ciò che importava a questo sacerdote, non era di conquistare nuove e audaci libertà: quali libertà non ci siamo già arrogati? Sentiva che abbiamo bisogno di un nuovo inizio che tragga origine dall’intimo della liturgia, come l’aveva voluto il movimento liturgico quando si trovava all’apogeo della sua vera natura, quando non si trattava di fabbricare testi, di inventare azioni e forme, ma di scoprire il centro vivente, di penetrare nel tessuto propriamente detto della liturgia, affinché l’adempimento di questa fosse il risultato della sua stessa sostanza.

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Sulla validità del Battesimo conferito con certe formule

Documenti

Le formule invalide e dubbie per il battesimo cristiano possono essere molte, ma la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ritenuto necessario ed urgente rispondere ad almeno due formulazioni che sono certamente invalide.

Tutto nasce dalla pratica che si va diffondendo in alcuni paesi anglofoni, rispondente alla “Teologia femminista”. In pratica, a questa corrente teologica protestante, la formula “Ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” appare troppo “ maschilista”. Meglio allora scegliere degli aggettivi che in alcune lingue come l’inglese, non si declinano e non caratterizzano il “sesso” delle tre persone della Trinità.

La Congregazione però ribadisce che l’unico battesimo cristiano, secondo le parole stesse di Gesù nel Vangelo, è quello fatto nel nome della Trinità e quindi, le varianti proposte sovvertono la fede nella Trinità. Non è dunque in gioco un aspetto linguistico, che comunque crea non poca confusione, ma dottrinale. E del resto la Salvezza è questione primaria e non si possono fuorviare i fedeli che si affidano ai ministri per accedere al battesimo che è la vera “ porta dei sacramenti”.

Chi battezza con tali formule defrauda chi viene battezzato del sacramento stesso. Una questione che coinvolge i rapporti con le chiese cristiane che dovessero accettare come valide tali formule. Per i cristiani, dunque, la formula del sacramento del battesimo, l’unico che condividono pienamente tutte le chiese sorelle, rimane quella classica trinitaria. E alla scuola del Concilio Vaticano II , si può dire che se una Comunità perde il vero battesimo si allontana dal cammino verso la piena comunione. (altro…)